SAN VALENTINO LEGGENDE, STORIA E REALTA'

L'origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre fine ad un popolare rito pagano per Infertilità. Fin dal IV secolo a. C. i romani pagani rendevano omaggio al dio Lupercus con un rito in cui i nomi delle donne e degli uomini venivano messi in un 'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità. I Padri precursori della Chiesa che erano molto contrari a tutto ciò vollero trovare un uomo che rappresentasse l'amore. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. A Roma, nel 270 d. C. il vescovo Valentino di Interamna, amico dei giovani amanti, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo a convenirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua fede e, imprudentemente, tentò di convenire Claudio II al cristianesimo. San Valentino fu lapidato e poi decapitato.

La leggenda dell’amore sublime

Narra questa leggenda che Sabino, giovane centurione romano, passeggiando per Terni si innamorò di Serapia. I due volevano sposarsi, ma i genitori di lei si opponevano perché Sabino non era cristiano. Serapia convinse quindi Sabino ad andare a catechismo dal vescovo Valentino, che accompagnò i due giovani innamorati nel tempo precedente il matrimonio. Purtroppo, Serapia si ammalò di tisi poco tempo prima del matrimonio. Valentino fu chiamato al capezzale della fanciulla, mentre Sabino lo supplicava affinchè non fosse separato da Serapia. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio. Mentre Valentino levava le mani per la benedizione, un sonno beatificante avvolse i due giovani...

La rosa riconciliante

Un giorno, il vescovo Valentino sentì oltre la siepe del suo giardino due giovani fidanzati che stavano litigando. Colse allora una rosa, uscì dal giardino e andò incontro ai due, offrendo loro la rosa e dicendo parole di riconciliazione. Tanto bastò a far terminare all'istante la lite dei due giovani innamorati che, anzi, dietro suggerimento del santo, strinsero il gambo della rosa pregando affinchè il loro amore fosse eterno. Poco tempo dopo i due tornarono da Valentino per chiedergli di celebrare le loro nozze...

Bouquet tondoSan Valentino dava molta importanza ai fiori, regalandoli a tutti coloro che andavano a trovarlo e persino ai bambini. Un'usanza questa che è stata fedelmente mantenuta dai valentini e dalle valentine di tutto il mondo, di ogni epoca. Infatti, i fiori sono il linguaggio privilegiato di un timido pretendente, di un amante appassionato, di un marito romantico. Un dono adatto ad ogni giorno dell'anno, ma sicuramente di rigore per il 14 febbraio.
Il linguaggio dei fiori ha radici lontane.
Nella mitologia, nella Bibbia, nelle favole è sempre possibile scovare un accenno a questo o a quel fiore ed al suo specifico significato.
Un' opera completa sull'argomento, fu portata in Europa nel 700 da Carlo II di Svezia: "II linguaggio dei fiori", un libro in versi di provenienza persiana. Ben presto l'opera si diffuse in ogni Paese, rivelando i segreti di un "non ti scordar di me", di un tulipano, di un'orchidea.
Nonostante l'ampia scelta di contenuti e forme, gli innamorati non hanno mai avuto dubbi in proposito: la rosa è il fiore simbolo dell'amore per eccellenza.        
        
        
        
        
        
        
        
        
        
        
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